IL PENSIERO MAGICO
La magia è la credenza nel potere del gesto e
della parola. Le arti magiche comprendono formule verbali, invocazioni e
pratiche con le quali si crede di poter influenzare gli eventi futuri.
La cultura popolare distingue la 'magia nera',
distruttiva, dalla 'magia bianca', che ha scopi benefici.
Inoltre si distingue la magia naturale dalla
magia cerimoniale. La prima è l'antenata della scienza moderna, quindi trasforma
la natura utilizzando le sue leggi; la seconda, invece, si prefigge di ottenere
scopi benefici o malefici ricorrendo a varie pratiche, come ripetere formule
verbali più volte.
LE PAROLE MAGICHE
Le arti pratiche utilizzano un lessico molto
vasto, oggi questi termini si utilizzano come sinonimi, ma ciascuna parola ha
un significato molto più profondo.
Il termine 'magia', in origine, indicava la
sapienza dei Maghi persiani (sacerdoti che hanno portato nella religione
persiana elementi ebraici, greci, babilonesi), esperti nelle arti occulte e
capaci di dominare le forze naturali. Oggi invece si indica un’arte misteriosa
e segreta.
Il termine 'negromanzia' indica l'arte di
predire il futuro interpretando gli eventi.
Il termine 'sortilegio' era una pratica
divinatoria che si effettuava lanciando a terra dei bastoncini e
interpretandone le modalità di caduta.
Il termine 'incantesimo' si riferisce
all'attività di influire su un soggetto a distanza, addormentarlo o
pietrificarlo.
Il termine 'malocchio' si riferisce
all'influsso malefico esercitato dallo sguardo di persone che praticano
attività magiche o diaboliche.
Nella cultura popolare il termine
'stregoneria' indica l'arte pericolosa di uomini e donne che praticano la magia
nera. In antropologia lo 'stregone' è colui che può compiere magie benefiche o
malefiche a vantaggio o danno della sua comunità.

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