giovedì 26 marzo 2020

ALLE ORIGINI DELLA SOCIOLOGIA

UNA SCIENZA GIOVANE E MODERNA
Risultato immagini per montesquieuAd occuparsi del tema della sociologia ci sono stati anche altri pensatori dell'età antica, medievale e moderna, come per esempio Macchiavelli, Montesquieu. Si tratta di riflessioni marginali condotte all'interno di quadri teorici che non erano ancora finalizzati in modo specifico all'analisi della società. A partire dalla metà del XIX secolo, il sapere sociologico si costituisce come branca scientifica autonoma. Vengono anche costruite le prime cattedre universitarie della nuova disciplina e nascono anche le prime riviste specifiche: "l'american journal of sociology".
A Chicago, nel 1892 è nato il primo dipartimento di sociologia nella storia dell'università americana, e si afferma anche un'illustre scuola di pensiero e di ricerca, denominata "scuola di Chicago", che ha formato numerosi studiosi come Robert Park.

UNA SCIENZA FIGLIA DEL MUTAMENTO
Il sapere sociologico costituisce la risposta intellettuale alle grandi trasformazioni tra il XVII e XIX secolo, investirono la civiltà occidentale. Per certi aspetti, gli sviluppi della sociologia possono essere letti come una sorta di "autocoscienza" della modernità, ovvero come la socetà occidentale cercò di rappresentare se stessa dopo le tre grandi rivoluzioni che ne avevano scosso le fondamenta in ambito culturale, politico, economico.
Rivoluzione scientifica: la storiografia denomina il movimento di idee del 600, grazie a studiosi come Copernico, Keplero, Galilei e Newton, modificò l'immagine del mondo fisico tramandata dalla cultura antica, decretando l'abbandono della cosmologia geocentrico aristotelico-tolemaica e inaugurando una nuova prospettiva quantitativa e meccanistica per interpretare l'universo. Si ha anche una nuova percezione del mondo e dell'uomo.
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Rivoluzione francese: decretò la fine non solo di un assetto politico-sociale, ma di ogni tentativo di legittimazione dell'ordine sociale fondato sull'autorità e sulla tradizione. Valori come l'uguaglianza dei cittadini, la libertà di opinione e di espressione, la superiorità assoluta della legge, sono affermati nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadini, costituiscono il fondamento non solo delle attuali legislazioni degli Stati democratici, ma anche della nostra percezione quotidiana della convivenza civile, delle sue norme, delle sue funzioni e del suo valore.
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Rivoluzione industriale: determinò la fine di un sistema produttivo secolare, ma anche mutamenti profondi nella struttura della società: ovvero, si creano nuove classi e nuove forme di stratificazione sociale; si modificano i tradizionali legami sociali; vengono stravolte consolidate modalità di vita e di interpretazione tra le persone. La rivoluzione industriale obbligò la cultura a ripensare su nuove basi il problema della convivenza civile.
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lunedì 2 marzo 2020

DAI MEDIA AI MASS MEDIA, AI NEW MEDIA


DAI MEDIA AI MASS MEDIA, AI NEW MEDIA 

L'espressione mass media designa il complesso delle tecnologie per la diffusione su larga scala di
informazioni e di cultura sviluppatosi nelle società moderne. Rientrano nella categoria dei mass media la stampa periodici prodotta industrialmente con alte tirature, il cinema, la radio, la televisioneInternet. I mass media possono essere considerati come uno sviluppo dei media, rispetto ai quali possiedono però alcune caratteristiche distintive. Il termine "medium" riferito all'universo della comunicazione designa ogni strumento o tecnologia che permetta di superare i limiti della comunicazione orale, o faccia a faccia. Sono quindi mezzi di comunicazione la scrittura il telegrafo, il telefono. I mass media si rivolgono sempre a un grande numero utenti… Spesso queste 'masse di ascoltatori o spettatori sono raggiunti da messaggi emessi simultaneamente da un'unica fonte. I libri e le pubblicazioni periodiche sono oggetti materiali e devono fare i conti con i meccanismi della distribuzione commerciale. "Il messaggio ha potuto viaggiare più velocemente del messaggero": l'espressione del sociologo canadese Marshall McLuhan. L'invenzione che ha aperto la strada alla civiltà dei mass media è stata quella del telegrafo elettrico, avvenuta nel 1836 a opera dello statunitense Samuel Morse. Nel 1844 Morse dimostrò le ampie potenzialità del nuovo mezzo di comunicazione stabilendo un collegamento telegrafico tra Washington e Baltimora. In quel momento tutti compresero che, grazie alla possibilità di sganciare l'informazione dai suoi supponi materiali, era finalmente possibile comunicare in tempo reale anche attraverso grandi distanze.
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PRESI....NELLA RETE!

Per indicare specificamente i mass media di ultima generazione, ovvero i meni per la diffusione su larga scala di cultura e informazioni incentrati sul l'uso del computer e del-le sue applicazioni, è stata coniata l'espressione new media. La più grande novità è stata la rapida e universale affermazione di Internet, ovvero una rete telematica pubblicamente accessibile che collega tra loro i computer di tutto il mondo. Internet fu inventata negli anni Sessanta del Novecento negli ambienti militari statunitensi, allo scopo di far circolare le informazioni in modo sicuro e proteggerle dagli attacchi nemici.
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DALLA CULTURA ORALE AI MEDIA



DALLA CULTURA ORALE AI MEDIA
Il pensiero umano è inseparabile dalla sua espressione linguistica: senza la parola e senza quegli strumenti che, a cominciare dalla scrittura, hanno reso possibile la comunicazione di esperienze e la condivisione divisioni del mondo, elaborazioni poetiche, racconti mitici ecc., sapremmo ben poco di noi stessi e delle generazioni che ci hanno preceduto la socialità umana sarebbe ferma a un livello primitivo, paragonabile a quello degli animali a noi più simili, gli scimpanzé, dai quali ci separa solo una minima porzione differente di mia. Privi della possibilità di registrare, archiviare e conservare la memoria di eventi sociali e culturali, gli uomini non sarebbero stati in grado di elaborare le nozioni esplicative della propria storia, come quelle di cultura, società, mutamento, sviluppo, progresso, libertà, giustizia...

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POTERE E LIMITI DELLA PAROLA
Le culture che non conoscono la scrittura sono definite dagli studiosi culture a oralità primaria.
Per noi alfabetizzati é piuttosto difficile cogliere le caratteristiche e i modi di vita tipici di queste culture, per le quali la memoria, l'unico strumento per conservare e trasmettere il sapere, gioca ovviamente un ruolo centrale: si sa e si insegna ciò che si ricorda.
Per facilitare la memorizzazione, il pensiero viene espresso mediante formule standardNelle culture a oralità primaria la comunicazione interpersonale avviene essenzialmente faccia a faccia, e ciò in fluisce sul valore sociale delle relazioni interpersonali dirette, in quanto si dà molta importanza allo scambio immediato, alla negoziazione e alla relazione in sé e per sé.
A differenza di ciò che accade nella scrittura, nel discorso orale il significato delle parole non è rigidamente fissato perché può cambiare a seconda delle situazioni: l'esposizione fluisce più liberamente e, talvolta, la tacita intesa tra i due interlocutori è più impanante di quanto viene detto in maniera esplicita. La nostra consuetudine con le sofisticate tecnologie della comunicazione ci fa dimenticare quale raffinato, duttile e potente strumento di comunicazione sia la parola.
A essa le culture orali attribuiscono un potere magico e curativo : nelle religioni tradizionali dell'India. La comunicazione orale, tuttavia, presenta alcuni limiti: non è persistente, non supera una cena distanza spaziale, coinvolge un numero modesto di persone.
Pertanto, se vogliamo che i nostri messaggi durino nel tempo, raggiungano persone lontane e abbiano grande diffusione dobbiamo ricorrere a strumenti capaci di potenziare la comunicazione orale. Questi strumenti sono le tecnologie della comunicazione, dette media e la scrittura ne è stata la capostipite
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L'INVENZIONE DELLA SCRITTURA E LA CULTURA CHIROGRAFICA

Con l'invenzione della scrittura ebbe inizio la cultura chirografica o manoscritta, che si impose sulla cultura orale. Ci furono conseguenze enormi. Si iniziarono a profilare civiltà che potevano fare a meno della memoria, perché depositavano il loro sapere nei libri, e di conseguenza potevano liberare le energie precedentemente usate nell'apprendimento mnemonico per altri e più creativi compiti.
Nelle culture orali la capacità sensoriale più importante era l'udito, mentre nella scrittura era la vista.
L'ordine lineare dei segni alfabetici, sottoposto a precise regole, contribuisce all'imporsi di uno stile di pensiero più analitico e astratto.

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