PARETO:
L'AGIRE UMANO TRA LOGICA E NON-LOGICA
Pareto,
sociologo italiano diede un grosso contributo allo sviluppo della
sociologia. Nel 1916 pubblicò la sua opera Trattato di sociologia
generale, nel quale afferma che la sociologia non è una disciplina
specifica ma un corpus di concetti e dottrine che riguardano, la
società, la morale, il diritto. Il fulcro è l’agire umano.
Secondo
Pareto le azioni umane possono essere:
a)
logiche, azioni in cui è presente la connessione tra mezzi e fini
b)
non-logiche, azioni in cui non è presente questa connessione.
Quando
un'azione è non-logica non vuol dire che è priva di significato
perché:
-
la distinzione tra logico e non-logico è molto spesso un'astrazione, in quanto nelle situazioni concrete i due tipi di azioni sono spesso mescolati.
-
le scelte non-logiche hanno comunque un qualche fondamento, che provengono dai 'residui' ovvero gli impulsi a cui la natura umana obbedisce e dalle 'derivazioni', ovvero le razionalizzazioni che l'essere umano adduce a sostegno della sua condotta.
Secondo
Pareto è impossibile comprendere il mondo sociale senza tenere conto
della azioni non-logiche, perché anche queste hanno possono
rivelarsi funzionali al conseguimento di un altro obiettivo. Pareto
accoglie l'eterogenesi dei fini di William Wundt, secondo la quale
gli effetti più importanti delle interazioni vanno spesso al di là
delle finalità intenzionalmente perseguite dai loro autori, per
questo la società non può essere compresa unicamente partendo dagli
scopi che gli individui perseguono.
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