I NUOVI PERCORSI DELL'EDITORIA

Il settore dell'editoria conosce nella società di massa una
crescita senza precedenti, e in una pluralità di direzioni. L'industria del
libro si arricchisce di nuovi generi e proposte: l'idea di fondo è quella di
confezionare prodotti ad hoc per ogni utenza e situazione, venendo incontro ai
bisogni del pubblico e anzi precorrendone e orientandone le richieste. Nasce
così una letteratura per bambini, per ragazzi, per signore ecc.; si pubblicano
libri di cucina, di fotografia, di sport, guide turistiche, manuali di ricamo o
di bricolage, saggi su temi di politica e di costume. Al potenziale acquirente
che entra in una libreria viene proposta un'offerta sempre più ampia e
differenziata di prodotti, simile a quella che caratterizza un negozio di capi
di abbigliamento. Parallelamente, vengono divulgate le grandi opere della
letteratura in edizione tascabile e i nuovi volumi, di dimensioni contenute ed
economicamente più accessibili, vengono talora offerti come supplementi dei
periodici o dei quotidiani. Anche la lettura come pratica sociale si trasforma:
spesso non è più un momento di incontro con un autore e con il suo mondo
intellettuale, ma un piacevole passatempo che si può "consumare"
anche in situazioni di totale relax; e analogamente si trasforma il libro, che
si offre come oggetto collocabile a metà strada tra lo "scrigno",
colmo di oggetti tra i quali curiosare, e il "formulario magico", che
contiene una risposta pronta per ogni necessità: dal suggerimento dell'isola su
cui andare in vacanza a quello delle erbe medicinali che possono curare la
depressione. La pratica della lettura conosce però nel corso del XX secolo
anche nuove strade, che non portano al libro, ma ad altri prodotti editoriali:
giornali, riviste, fumetti, ma anche fascicoli e dépliant, tutti legati allo
sviluppo delle comunicazioni di massa. Anche in questo ambito si assiste a un
processo di "segmentazione" dell'utenza: si pubblicano riviste per
Un'utenza femminile, per l'infanzia e per molteplici fasce specifiche di lettori,
come gli appassionati di sport o di motori. La possibilità, grazie alle
evoluzioni tecnologiche, di introdurre fotografie all'interno della pagina
stampata favorisce inoltre la nascita di un nuovo tipo di rivista, il
rotocalco, che, prevalentemente incentrato su temi di attualità, stabilisce una
sorta di sinergia tra diverse forme di comunicazione di massa: le pagine delle
riviste presentano infatti anche immagini di personaggi del cinema e della TV,
contribuendo alla loro consacrazione nell'immaginario collettivo. Le nuove
pubblicazioni favoriscono poi lo "sdoganamento" di argomenti
tradizionalmente tabù: il sesso fa capolino sulle copertine dei giornali
attraverso i corpi poco vestiti di bellissime dive dello spettacolo. Vera icona
di questo genere è la rivista "Playboy", che esce per la prima volta
nel 1953 con le foto di Marilyn Monroe, la più rappresentativa sex symbol del
momento. A partire dal secondo dopoguerra, molte riviste italiane cominciano a
ospitare un nuovo genere di intrattenimento: i fotoromanzi, racconti narrati
attraverso sequenze di fotografie corredate da didascalie e balloons,
interpretati da attori e attrici professionisti. Rivolto prevalentemente a un
pubblico femminile di estrazione sociale medio-bassa, il fotoromanzo presenta i
tipici contenuti del romanzo rosa: amore contrastato, incomprensione,
tradimento, sofferenza e riscatto, e l'immancabile lieto fine. Il successo
riscosso da questo nuovo genere induce gli editori a utilizzarlo anche per
altri scopi: alcuni settimanali cattolici, ad esempio, scelgono di raccontare
in forma di fotoromanzo le vite dei santi o le grandi opere della letteratura
mondiale.
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