UNA NUOVA REALTA' STORICO SOCIALE
Il primo di questi fattori è sicuramente l'allargamento
della sfera dei consumatori, conseguente al miglioramento delle condizioni
economiche delle classi popolari e al diffondersi di stili di vita basati sul
godimento e sulla fruizione di beni e prodotti diversi. La disponibilità di
redditi più alti, unita allo spirito di emulazione nei confronti dei ceti
socialmente più elevati, spinge fin dai primi decenni del Novecento anche fasce
di popolazione fino ad allora estromesse dai circuiti del consumo culturale a
riempire non solo la dispensa o il guardaroba, ma anche gli scaffali della
libreria, acquistando libri, riviste, dischi e altri prodotti di questo genere.
A ciò va aggiunta l'accresciuta scolarizzazione della società, che fornisce a
un numero sempre più ampio di individui gli strumenti di base e gli stimoli
intellettuali per accedere ai consumi culturali. Ma l'incremento della
scolarizzazione influisce sulla trasformazione dell'industria culturale anche
per altre vie, e cioè:
1. creando lo specifico settore dell'editoria dei
testi scolastici;
2. ritardando l'ingresso dei ragazzi e delle ragazze nel mondo del lavoro, contribuendo così indirettamente a creare la figura sociale del "giovane", specifico target del sistema produttivo anche per quel che riguarda il settore dei consumi culturali.
Un altro fattore importante da considerare è l'accresciuta
centralità delle masse popolari come soggetto politico. La conquista del
suffragio elettorale universale in quasi tutti i paesi dell'Occidente e i
traguardi raggiunti dal proletariato urbano grazie alle grandi manifestazioni
di piazza che lo vedono protagonista costringono i governi dei vari Stati a
confrontarsi con questo nuovo soggetto politico e sociale. Per i regimi
dittatoriali come per le democrazie diventa pertanto fondamentale la ricerca
del consenso, ovvero la conquista dell'appoggio delle masse popolari al fine di
catturarne il voto e di prevenirne l'opposizione. Giornali, libri e film
diventano così importanti strumenti di propaganda politica, soprattutto presso
i sistemi totalitari. Anche i nuovi media come la radio e la televisione, che
nascono in questo secolo, svolgono un importante ruolo in tal senso:
l'industria culturale diventa il veicolo privilegiato per la trasmissione delle
idee e il suo contributo si fa fondamentale per la gestione del potere. Per
designare il tipo di società che nasce grazie a questi mutamenti si è soliti
parlare di società di massa e, corrispondentemente, di "cultura di
massa": due espressioni in cui, l'aspetto puramente denotativo cede spesso
volentieri il campo a interpretazioni ideologiche e a giudizi di valore.

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